DESIGNER TOY CULTURE




Cosa sono i designer toy?I designer toy sono giocattoli creati da artisti e designer. In alcuni casi il processo creativo coinvolge il designer fin dall'inizio; in altri casi agli artisti viene chiesto di interpretare una figure dal design già definito, come fossero pittori alle prese con una tela.
Cosa non sono i designer toy?I designer toy non sono giocattoli nel senso tradizionale del termine: non vengono prodotti per il mercato dell'intrattenimento infantile più di quanto non lo siano gli oggetti di Philippe Starck.
Che senso hanno i designer toy?Nessun senso... li vedi, ti piacciono e non puoi più farne a meno!
Cosa sono gli urban vinyl / urban toy?I termini urban vinyl e urban toy vengono usati come sinonimi di designer toy. "Urban" sottintende che molti degli artisti coinvolti sono esponenti dell’urban design e della street art, mentre "vinyl" fa riferimento al vinile, materiale plastico con cui spesso sono fatti i giocattoli.
Cosa sono i canvas toy?Si indicano con questo nome le figure che vengono utilizzate dagli artisti come "tele" (in inglese "canvas") da interpretare. Esempi di canvas toy sono i Bearbrick, i Qee e i Dunny.
Cosa sono i Qee?I Qee sono "canvas toy" collezionabili prodotti da Toy2R (Hong Kong). I diversi design sono creati da artisti di ogni parte del mondo.
Cosa sono i Dunny?I Dunny sono "canvas toy" prodotti da Kidrobot (Stati Uniti). Kidrobot nasce come negozio on-line specializzato in designer toy, il primo e il più noto degli Stati Uniti. Alla vendita al dettaglio nei suoi negozi di New York e San Francisco, oggi ha affiancato la distribuzione e la produzione di serie originali. I Dunny nascono su design dell'artista di Brooklin Tristan Eaton e del proprietario di Kidrobot Paul Budnitz con l'idea di creare una figure accattivante e facilmente personalizzabile. La prima serie di Dunny da 7 cm è del 2004 ed è esaurita da diverso tempo. Nel giugno del 2005 è uscita la seconda. Sono state realizzate altre serie speciali e Dunny più grandi da 8 pollici.
Cosa sono le Uglydoll?Le Uglydoll (letteralmente "bambole brutte") sono soffici pupazzi creati dall'americano David Horvath e dalla coreana Sun-Min Kim. I due artisti si conoscono nel 1996 alla Parsons School of Design. Alla fine del 2001 Sun-Min rientra a Seul e fra i due inizia un intenso rapporto epistolare. David conclude le sue lettere con un buffo mostriciattolo arancione di nome Wage, che finisce per diventare la loro mascotte. Sun-Min per il Natale dello stesso anno ne realizza un peluche alto 13 pollici... è nata la prima Uglydoll. Un amico di David chiede a Sun-Min degli altri pupazzi per Giant Robot, il suo negozio di Los Angeles, ed è subito un successo: ogni nuovo stock viene esaurito velocemente. La famiglia delle Uglydoll cresce in fretta e a Wage si aggiungono Babo, Cinko, Target e Tray. 1500 bambole e 18 mesi più tardi David e Sun-Min si incontrano al Toy Fair 2003 di New York dove presentano la loro collezione per la neonata ditta Pretty Ugly. Attualmente vengono prodotte 10 differenti Uglydoll (Wage, Babo, Jeero, Cinko, Target, Tray, Ice Bat, OX, Wedgehead e Uglydog) in 3 diverse linee: Uglydoll (alte 35 cm), Little Uglys (alte 20 cm) e Uglydoll Keychain (alte 12 cm con portachiavi).
Cosa significano le sigle 2", 8", 2-inch, 8-inch?Il pollice ("inch" in inglese), che può essere indicato con 2 virgolette, è l'unità di misura anglosassone e vale 2,54 cm.
Cosa vuol dire "customizzare"?"Customizzare" (dall'inglese "custom") significa personalizzare, modificare secondo i propri gusti, rendere unico.
Cos'è la custom culture?Sulla strada aperta da canvas toy come Qee e Dunny molti artisti si dedicano alla "customizzazione" dei giocattoli e in tutto il mondo vengono organizzate mostre di "custom toy". Tutto ciò che riguarda la personalizzazione dei toys è "custom culture".
Cosa sono i Qee?I Qee sono "canvas toy" collezionabili prodotti da Toy2R, ditta con sede ad Hong Kong fra le più attive ed interessanti nella scena degli art toy. I diversi design sono creati da artisti e grafici di ogni parte del mondo. A partire dal 2002 sono stati prodotti più di 500 Qee diversi, distribuiti in serie regolari e speciali o realizzati come oggetti promozionali per eventi, negozi o brand. L'idea alla base del progetto, che ne è anche il punto di forza, è quella di dare ad ogni artista, noto o meno che sia, l'opportunità di creare il proprio Qee. In questo senso, Toy2R ha distribuito in rete i layout dei personaggi ed ha organizzato diversi contest di design. E mentre pezzi unici "d'autore" vengono venduti a migliaia di euro nelle gallerie d'arte, in alcuni siti è possibile pubblicare le proprie creazioni in più accessibili gallerie virtuali. I forum dedicati sono frequentati giornalmente da comunità molto attive di collezionisti, designer ed addetti ai lavori (non ultimo lo stesso Raymond Choy, presidente di Toy2R) e da qualche tempo sono in vendita i kit DIY (Do-It-Yourself), veri e propri Qee ancora bianchi e pronti alla personalizzazione. Con quest'ultima iniziativa Toy2R ha lanciato ufficialmente la "campagna acquisti" per il Qee World Tour 2005.
Quanti tipi di Qee ci sono?Al momento la famiglia dei Qee è composta da 9 membri: BearBearQ (orso), KitCatQ (gatto), DoGgyQ (cane), MonQee (scimmia), EggQ (uovo), Toyer Qee (teschio), Knuckle Bear Qee (design di Touma), Fang Wolf Qee (design di Touma), Onion Qee (design di Jaime Hayon).
Quanto sono grandi i Qee?Esistono Qee di due dimensioni: i più piccoli, che fanno parte della "Key Chain Collection" e possono essere usati come portachiavi, sono alti 6 cm, cioè circa 2 pollici; i più grandi sono alti invece 23 cm, cioè circa 8 pollici.
Come si pronuncia "Qee"?Usando le parole di Raymond Choy, presidente di Toy2R: <"Qee" è un nuovo vocabolo che abbiamo creato e si pronuncia in modo diverso a seconda di dove si è: ad Hong Kong è semplicemente "Q"; siccome non molte persone riescono a pronunciare l'inglese "ee", noi diciamo semplicemente "Q", che in cinese sta per "cute", carino. In Giappone è "Q-ail", kawaii, che significa ancora carino. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito la corretta pronuncia è come quella di "key" e questo perché abbiamo una "key chain figure", un portachiavi.> Per estensione, in Italia potremmo pronunciare "Qee" come "que", anche se ci sembra più adatta la dizione all'inglese "chi".
Quanti Qee di ogni differente design vengono prodotti?Tutti i Qee sono prodotti in quantità limitate, che essi appartengano a serie regolari e speciali o vengano creati per singoli eventi, negozi o brand. Il numero esatto di Qee di un dato tipo in distribuzione è un'informazione che Toy2R considera riservata e in pochi casi è nota. In generale invece si conosce l'assortimento dei singoli design all'interno delle varie serie. Esistono quindi Qee più o meno rari e più o meno quotati nel mercato collezionistico. Alcuni Qee non vengono messi in commercio, ma utilizzati come oggetti promozionali o in supporto a campagne particolari. Alcuni design sono pezzi unici esposti e venduti solo nelle gallerie d'arte.
Quante serie regolari sono state messe in commercio?A tutt'oggi sono state prodotte le seguenti serie regolari: Series 1 (giugno 2002), Series 2 (novembre 2002), Series 3 (marzo 2003), Series 3 Special Edition (giugno 2003), Series 4 (febbraio 2004), Series 4 UK Expo Edition (maggio 2004), Series 5A (novembre 2004), Series 5B (aprile 2005).
www.kidrobot.com


H2Klan | Orzo















Mira 2005


Nismo



Pink




Mira 2005


Paradise















Mira 2005


Fiaba









Mira 2005


Coca Cola M5



Coca Cola re-immagina se stessa con un aspetto un po’ più urban, e per attirare l’attenzione dei clienti creativamente più esigenti, commissiona a 5 studi di design di tutto il mondo il progetto di una nuova bottiglia. Il progetto M5 è stato affidato a: The Designers Republic (U.K.), Lobo (Brasile), MK12 (USA), Rex & Tennant McKay (Sud Africa) e Caviar (Giappone). Le bottiglie create verranno realizzate e vendute come collezione di bottiglie in edizione limitata nei club più di moda delle capitali mondiali.
Coca ColaM5


Essere Kidult


Non e’ una questione d’età, o forse si. Il fenomeno ha origine in Giappone, patria di manga e supereroi. Nel giro di pochi anni si diffonde anche negli Stati Uniti e in Europa. Essere Kidult significa vivere e vestire come una teenager, circondarsi di pupazzi, soprattutto se d’autore e ancora meglio se in serie limitata. In Italia non e’ ancora consolidato, anche se in alcuni negozi di Milano (Love Therapy) e Torino, iniziano a comparire i primi modelli. Alcuni esempi? Le leggendarie magliette di Fiorucci, la bigiotteria di Hello Kitty della linea Pink Head, le ballerine con i lacci di Lollipops, i pupazzi di KidRobot ,Emily Strange e gli ormai classici Winnie the Pooh di gomma da attaccare al cellulare. Cosa indosseranno nel frattempo i nostri figli? Tailleur e cravatte?




Lattepiu'


Aperto ormai da tempo, continua comunque ad essere affollatissimo ogni sera. Lattepiu', e' uno dei locali piu' stravaganti della capitale. Sorprende l’arredamento, molto elegante e ricercato, sorprende l'offerta dei cocktails, con il latte come protagonista, ma anche assenzio, "la droga dei poeti", sorprende l'dea che si ispira al capolavoro di Stanley Kubrick "Arancia Meccanica", sorprende la musica classica, Beethoven off-course. Il colore che regna è il bianco, con dei pannelli viola alle pareti, tavolini bassi interattivi e un lungo divano lilla che segue l'andamento sinuoso del bancone, nascosto da un onda di plexigas bianca opaca. Il tutto è condito da poltrone veramente incredibili create appositamente da un artista parigino.
Lattepiù


Daily Streetart: Streetsy


Streetsy è un quotidiano di street art sponsorizzato dal Wooster Collective. Ogni giorno dieci nuove foto, quasi tutte scattate con un telefonino a NY da Jake Dobkin (ma ci sono già cose da Santiago, Parigi e Tokyo). Il suo obiettivo è creare il più vasto e curato sito di street art sul web. Le premesse sono ottime.
www.streetsy.com


Burj Al Arab: l'hotel più lussuoso del mondo


Arrivando, vedrete un'enorme vela sul mare e vi chiederete come vi si accede. Ma poi, vi accorgerete del ponte che dalla spiaggia conduce all'ingresso. L'Hotel Burj Al Arab con i suoi 321 metri di altezza è l'albergo più alto del mondo oltre che l'unico ad avere ottenuto 7 stelle. La ricchezza dell'ambiente orientaleggiante, crea un'atmosfera da Mille e una notte. Le stanze sono così sontuose che si è quasi intimoriti. Se non badate a spese vi potrete concedere una delle due Royal Suite, per la modica cifra di circa 7 mila dollari a notte. In compenso avrete ben 780 mq., ascensore privato, letto rotante, cinema privato ed un'ampia e spaziosa cabina armadio. Ed ovviamente un maggiordomo personale. Se non potete permettervi una notte da sultani, visitatelo virtualmente, o fisicamente, al modico prezzo di 35 euro.
www.burj-al-arab.com


powerfull birthday party pics

















Simone Legno


Simone Legno è nato a Roma, dove ha fondato con i suoi migliori amici Vianet.it, il suo studio di grafica e new Media, per il quale è direttore creativo. Attualmente vive a Los Angeles dove sta creando una sua linea di T-shirts e gadgets sotto il nome Tokidoki, in partenza suo sito ddi sviluppo artistico.Fra i suoi clienti Toyota, Mtv Asia, Mtv Italia, John Galliano, Telecom, TIM, Central Narcotic Bureau of Singapore, Renault, Alessi.Per I suoi meritici artistici e tecnici è stato 3 volte consecutive finalista al FlashFilmFestival a New York e San Francisco, vincendo il People Choice’s award con un lavoro per BenQ.In questo periodo sta sviluppando il sito internet per Daniel Libeskind, architetto del nuovo World Trade Center a New York.Lo sviluppo artistico di Simone Legno è citato e documentato su riviste e libri come Idn-international design network, Glamour, Mtv paper Japan, Computer Arts, Tokion.
www.tokidoki.it



Hotel Fox



Un semplice albergo a tre stelle a conduzione familiare nel centro di Copenaghen è stato da poco trasformato in un hotel di tendenza, dedicato al design e all’arte contemporanea. Hotel Fox è il nuovo indirizzo “cool” della capitale scandinava, inaugurato il 2 aprile scorso in corrispondenza del lancio pubblicitario della nuova automobile di casa Volkswagen “Fox”, e fa parte della catena alberghiera Brøchner.Per lo scopo, Volkswagen ha ingaggiato 21 giovani creativi che ne hanno ridisegnato le stanze secondo le ultime tendenze della graphic, street e urban art, in totale libertà. Il risultato è unico ed esclusivo: per ognuna delle 61 stanze gli artisti si sono sbizzarriti nel ricreare ambienti trendy e colorati, che vanno dallo stile Art Deco ai Manga giapponesi, dai comics alla street art, dipingendo le pareti e le porte, disegnando mobili e tappeti col fine di allestire ambienti inusuali e ad alta concentrazione creativa. Un hotel che è quasi un museo di arte contemporanea, realizzato in soli quattro mesi, e che immerge i suoi ospiti in un’atmosfera surreale fatta di elfi, mostri, fatine, fiori e geishe, realizzati seguendo le ultime tecniche dell’arte metropolitana.L’intera operazione di marketing ha visto coinvolta la città di Copenaghen per quasi tutto il mese di aprile 2005 in un happening a cui sono stati invitati 800 giornalisti da tutto il mondo, e che oltre all’Hotel Fox ha visto nascere uno studio (Studio Fox) dove si presentava l’intero progetto e l’automobile Fox, e un club (Club Fox) dove giornalisti e addetti stampa sono stati invitati ad assaggiare prelibatezze da chef. Il tutto ha avuto come scenario la capitale scandinava, scelta dagli organizzatori proprio per la sua anima frizzante, giovanile e un po’ hippy, crocevia di giovani artisti e designer internazionali.
L’Hotel Fox, aperto al pubblico dal 25 aprile 2005, è in Jarmers Plads 3, ha scelto di non rientrare in nessuna categoria alberghiera, ed è visitabile sul sito www.hotelfox.dk, mentre informazioni sull’intero progetto si trovano sul sito www.project-fox.org


Karim Rashid



Karim Rashid è un Industrial Designer. La sua prospettiva e i suoi clienti sono globali, lui stesso si considera un provocatore culturale. Il suo lavoro spazia dagli oggetti all’arredamento d’interni, alla moda, ai mobili, all’illuminazione, all’arte, alla musica e alle installazioni.Ha ricevuto una laurea in Disegno Industriale nel 1982 e poi ha compiuto studi post-laurea in Italia e ha lavorato a Milano per Rodolfo Bonetto nel 1984. Ha lavorato per 7 anni presso la KAN Industrial Design e ha collaborato con lBabel Fashion per 6 anni. Nel 1993 ha aperto un suo studio a New York City. Tra i suoi clienti ricordiamo Umbra, Issey Miyake, YSL, Prada, Nambé, Magis, Edra, Frighetto, Herman Miller, Sony, Foscarini, Artemide, Idée, Bozart, Shiseido, Davidoff, Giorgio Armani, Leonardo, Nienkamper, Yahoo, Zerodisegno, Copco, Method, Guzzini, Danese e altri.Karim ha disegnato e prodotto più di 1000 prodotti durante la sua carriera, vincendo numerosi premi tra cui il premio ID Magazine’s Annual Design Review nel 2003, 2002, 2001 e 2000 per essersi distinto nel settore del design; il Daimler Chrysler 1999 Award, USA; il George Nelson Award 1999; The Silver IDEA Award 1999 (Oh Chair); The Philadelphia Museum of Art Collab Award 1999; The Brooklyn Museum of Art Designer 1998.Il suoi lavori sono parte delle collezioni permanenti di 14 musei e sono stati oggetto di pubblicazioni a livello internazionale. Ha recentemente esposto alla Jeffery Deitch Projects e alla Sandra Gering Gallery di New York.Karim è stato anche professore associato in Design Industriale per 10 anni e ha scritto e scrive vari libri di design.La sua monografia “I want to change the world” (Rizzoli, 2001) è attualmente disponibile, così come anche l’International Design Yearbook 18, che ha pubblicato per Calmann and King and Abbeville nel 2003; ha inoltre realizzato due cd-rom disponibili presso la boutique Neverstop di Seattle.
www.karimrashid.com

 

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